Domenica di riposo sul divano? Assolutamente no, in sella alle nostre bici percorriamo la ciclabile Milano-Pavia.

Domenica

Chi l’ha imposto che la domenica si debba destinare al relax e al recupero delle energie? Sì, certo, fin dai tempi antichi il settimo giorno della settimana è dedicato al riposo. Perfino Leopardi decanta la domenica come il momento aspettato da tutti. Anche se poi, come sottolineato dal poeta stesso, si finisce per godersi maggiormente il sabato, l’attesa, piuttosto che la domenica stessa.  Questa poesia leopardiana del 1829, “Il sabato del villaggio”, ce la fanno imparare a memoria alle elementari. Sarà per questo che da sempre non sopporto l’arrivo della domenica, perché mi fa pensare che dopo poche ore è lunedì.

pista ciclabile

Preparativi

Stavolta però è diverso. Come sperato nel mio scorso articolo, riesco a trascinare Andrea in sella. Non però per fare il solito giretto cittadino. No, stavolta raggiungiamo Pavia attraversando la ciclabile che costeggia il Naviglio Pavese. 35 km ad andare e altrettanti a tornare. Leggo varie recensioni su altri blog e la sfida mi sembra fattibile. Un paio d’ore per arrivare e altre due per tornare. Ci alziamo senza fretta, per le nove del mattino di domenica. Colazione, doccia, vestiti comodi, provviste per il viaggio e partiamo.

pranzo

Ciclabile

La partenza è da Milano, zona Darsena. Vista la foto dei nostri viveri di prima necessità, mia madre ride e mi chiede se pensiamo di stare fuori una settimana. Ma, come si dice, “meglio abbondare che scarseggiare”. Oggi ho una vena poetica.  Dunque, le nostre bici alle 11 sono in pista, con altre, insieme a passeggiatori, corridori e pescatori. Un’infinità di pescatori. Che poi, si alleneranno a pescare e basta o avranno il coraggio di mangiarseli i pesci presi da quell’acqua torbida? Sorvoliamo. Il percorso è agevole, tutto in pianura, solo con qualche minimo dislivello ogni tanto. Il contesto è davvero bello, acqua, cascatelle, praterie e poi, certo, la strada è poco distante, ma non importa. Attraversiamo Assago, Rozzano, Binasco, Casarile, Certosa di Pavia e poi, finalmente, Pavia.

pavia

Pavia

Arriviamo all’una, la fame si fa sentire e ci fermiamo a mangiare in piazza della Vittoria. Non siamo accaldati, vista la nostra andatura tranquilla e il sole coperto dalle nuvole. Dopo aver fatto fuori i nostri panini e la frutta, ci andiamo a rintanare in un bar d’angolo molto accogliente e, soprattutto, con un bancone pieno di torte fresche e invitanti. Optiamo per una fetta di crostata al limone e una di cookies e nutella accompagnate da un tè e un caffè. Una volta rifocillati riprendiamo le nostre biciclette e facciamo un giro per la città. Castello Visconteo, Ponte Coperto, Basilica di San Michele Maggiore, Duomo, Corso.

indicazioni certosa pavia

Per le 15 ci dirigiamo verso il comune Certosa di Pavia, 9 chilometri e siamo lì. Giriamo, guardiamo, facciamo foto e acquistiamo prodotti. Alle quattro siamo di nuovo in sella sulla via del ritorno. C’è molta meno gente sulla ciclabile, anche i pescatori ripongono tutta l’attrezzatura nelle loro auto e tornano a casa. L’arrivo del tramonto fa uscire allo scoperto un considerevole numero di nutrie che attraversano velocemente la strada e si tuffano nell’acqua.

naviglio pavese

Rientro

Alle 17.45 siamo a casa, l’ultima mezz’ora rallentiamo un po’ l’andatura. La stanchezza inizia a farsi sentire. 70 chilometri tra andata e ritorno, 4 ore totali di pedalata. Riguardando le foto scattate tiriamo le somme: davvero una domenica piacevole, all’insegna di sport, spensieratezza e chiacchiere. Assolutamente da rifare. Ora ci ordiniamo due pizze, direi che ce le siamo proprio meritate.

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Testo e foto: Giulia Di Giovanni

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Con questo articolo partecipo al concorso #unblogalmese del mese di ottobre 2019 indetto dal blog Trippando

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