Visitare Pavia e la Certosa in una giornata è possibile? Assolutamente sì, seguite il mio itinerario.

Gita fuori Milano

Milano, i suoi tram, il Duomo, il Cimitero Monumentale, i grattacieli, il pavé, l’ossobuco, il risotto. Sì, ma è ora di cambiare aria. Vengono i miei genitori a trovarmi e ormai questa città l’abbiamo davvero girata in lungo e in largo. A volte mi sembra di conoscere meglio Milano di Roma. Possibile? Forse sì, date le sue dimensioni.

In viaggio

È sabato, una giornata stupenda di ottobre che decidiamo di trascorrere a Pavia. Ci informiamo prima sui treni, i biglietti si trovano tra i 4€ e i 9€ e la durata del tragitto da Milano Centrale è di circa 23 minuti. Non male come soluzione. Alla fine però optiamo per la macchina. Partendo da casa la tangenziale non dista molto e Google Maps calcola che ci vogliono 25 minuti per arrivare alla Certosa. Da qui poi, altri 15 minuti di auto e siamo nel centro di Pavia. In totale sono una quarantina di chilometri scarsi.

Certosa di Pavia

Certosa di Pavia

Prima tappa dunque, Certosa di Pavia. Troviamo parcheggio senza problemi e ci incamminiamo verso il complesso monumentale. Fortemente voluto da Gian Galeazzo Visconti, signore di Milano, il monastero viene eretto nel XIV secolo. Un mix di vari stili, che vanno dal tardo-gotico italiano al rinascimentale, crea un risultato mozzafiato. Finita la visita, mi siedo qualche minuto ad ammirare la facciata della chiesa. Accanto a me c’è una vecchina. “Non ho mai visto nulla di più bello in tutta la mia vita!” esclama. Ha gli occhi lucidi e mi fa un’immensa tenerezza, soprattutto quando il figlio quarantenne la rimprovera dicendole che sta ripetendo questa frase da mezz’ora. La vorrei abbracciare ma mi limito a sorriderle.

interno Certosa di Pavia

Pavia

Dopo aver acquistato qualche prodotto dei frati che vivono qui, come marmellate e riso, riprendiamo la macchina. A mezzogiorno siamo nel centro di Pavia. Il parcheggio nel weekend non si paga, quindi lasciamo la Seicento sulle strisce blu nelle vicinanze del Castello Visconteo e iniziamo a passeggiare. Dopo un’oretta la fame inizia a farsi sentire e ci fermiamo in un panificio a prendere focacce ripiene con ricotta e spinaci e dei rustici con prosciutto e formaggio. Continuiamo il nostro tour alla volta di chiese, mercatini, piazze e del Ponte Coperto, costruito nel 1351 sui ruderi di un ponte romano e nel 1951, a seguito delle Guerre Mondiali, riedificato.

ponte coperto pavia

Il ritorno

La giornata passa in fretta, la città ci piace molto, anche se all’apparenza sembra un po’ spenta. Torniamo a Milano che alle otto andiamo a cena in Corso Garibaldi, nella trattoria Al Matarel, segnalata dal Gambero Rosso. Intanto programmo la mia prossima gita a Pavia: bicicletta, panini e pista ciclabile che costeggia il naviglio pavese e in un paio d’ore porta in città. Se domenica prossima è bel tempo trascino Andrea in sella. Tornate qui su Messaafuoco per scoprire come sarà la mia nuova gita!

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Testo e foto: Giulia Di Giovanni

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Con questo articolo partecipo al concorso #unblogalmese del mese di ottobre 2019 indetto dal blog Trippando

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