Mangiare a buon mercato a Milano non è facile. Da miscusi potete trovare ottimi prezzi, qualità e cortesia.

Il programma

Stavolta ce la facciamo. Stiamo organizzando questa mission al miscusi di Cadorna da giorni. Sono mesi che ne parliamo ma non l’abbiamo mai provato. Scorsa settimana decidiamo di avventurarci. Timbriamo all’una in punto e corriamo in via Giacomo Leopardi. I nostri sforzi sono vani, la fila è troppo lunga e ripieghiamo su una tavola calda non lontana. Quel giorno, lunedì, decidiamo di mettere in atto un piano per riuscire a pranzare al pastificio e rientrare in ufficio entro un’ora.

Miscusi

Finalmente oggi ce la facciamo. Il piano è filato liscio. Una nostra collega, libera dal vincolo del timbro, si avventura in fila davanti al miscusi alle 12.40. All’una è il suo turno e, mentre noi usciamo per raggiungerla, lei ordina per tutti e quattro. Arriviamo neanche dieci minuti più tardi, ci accomodiamo nella sala sotterranea e poco dopo arrivano i nostri piatti di pasta fumante. Si presentano benissimo e sono davvero buoni.

Il menù

Pasta fresca e italiana. E si sente. Sembra di essere a casa dai nonni in qualche occasione di festa. Siamo in un tavolo grande in legno da una ventina di persone. Apparecchiatura semplice con tovagliolo di carta a quadretti rossi e bianchi, forchetta e bicchiere. Brocche d’acqua e pane gratuiti e fai-da-te. Le proposte sono tante, per fortuna le abbiamo studiate per bene in questa settimana così da essere pronti ad ordinare. Trofie, paccheri, rigatoni, spaghetti, orecchiette e tagliatelle sono solo alcuni dei tipi di pasta proposti. Vari anche i condimenti: da cacio e pepe a crema di noci, da bolognese a vegetariano. Ce n’è per tutti i gusti.

Tiriamo le somme

Leggendo qualche commento su Tripadvisor, oltre quelli positivi, ne trovo anche qualcuno negativo. Addirittura con un voto di un pallino su cinque. Molti infatti lamentano la disorganizzazione e maleducazione del personale ma, sinceramente, o siamo stati fortunati noi, o sono davvero tutti molto gentili e attenti al cliente, nonostante la baraonda di gente che invade il locale nell’ora di punta. Prezzo caro? Abbiamo speso 9€ a testa pagando alla romana. Meno di così neanche al fast-food. Ora torniamo in ufficio, la luce blu dei nostri pc ci aspetta.

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Testo e foto: Giulia Di Giovanni

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Con questo articolo partecipo al concorso #unblogalmese del mese di ottobre 2019 indetto dal blog Trippando

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