La suggestiva Abbazia di San Galgano si trova nel comune di Chiusdino. Qui è molto nota anche la Spada nella roccia che viene infissa in questo luogo come simbolo di pace.

Toscana

Non ci troviamo qui per caso. Siamo invitati al matrimonio di un’amica con cui ho frequentato le scuole elementari e medie in classi diverse e che poi ho ritrovato all’università, nel mio stesso corso di laurea triennale. La cerimonia si terrà proprio dentro l’incantevole Abbazia a cielo aperto di sabato sera. Ne approfittiamo per organizzare un bel fine settimana rilassante in Toscana. Prenotiamo quindi presso l’Agriturismo “La via dell’Oliviera” a Ciciano, una frazione di Chiusdino.

agriturismo via dell'oliviera

A pranzo

Iniziamo il nostro viaggio in macchina da Milano alle 9.15 e arriviamo a Chiusdino, dopo una brevissima pausa nei dintorni di Firenze, alle 13.30. Nel nostro agriturismo purtroppo non è possibile pranzare ma solo cenare. Optiamo quindi per un altro posticino per sfamarci: “Il Minestraio di Emanuele e Alice”. Qui, eccetto i tempi di attesa che sono davvero molto lunghi, mangiamo benissimo. Dopo un bel tagliere di salumi e formaggi, io prendo dei magnifici pici al ragù di cinghiale, mentre Andrea dei ravioli. Concludiamo con un caffè e una fetta di cheesecake con marmellata fatta in casa, da dividere.

pici al ragù di cinghiale

Agriturismo

Arriviamo in agriturismo per le 16.00, che meraviglia! Ci troviamo immersi nel verde, presso un’azienda agricola a conduzione familiare, in una tipica casa toscana in pietra con il vecchio frantoio del paese. In più c’è anche una gradevole piscina in giardino dove rilassarsi. Un tuffo è d’obbligo.

via dell'oliviera

Verso le 17.00 usciamo dall’acqua e ci andiamo a preparare in stanza così da riuscire ad essere, un’ora più tardi, a San Galgano. In macchina ci impieghiamo poco, anche se la strada è tutta a curve, in circa 10 minuti arriviamo e andiamo a goderci l’aperitivo che gli sposi hanno organizzato prima della celebrazione. Ma in realtà non vediamo l’ora di vedere questa famosissima cattedrale che viene visitata ogni giorno da turisti provenienti da tutto il mondo!

San Galgano

Per le otto è prevista la cerimonia e, qualche minuto prima, ci incamminiamo. Dall’agriturismo “Terre di San Galgano” all’Abbazia si percorrono circa 200 metri di vialetto alberato. Che bello qui, il sole ormai è tramontato e il suo posto l’ha preso una grande luna bianca e luminosa. Costruita nel ‘200 dall’ordine dei monaci Cistercensi, la cattedrale si trova nel comune di Chiusdino, paese di origine longobarda, che si colloca sulle colline Metallifere. Dopo cento anni di splendore però ne segue una lenta decadenza e la successiva sconsacrazione. Oltre ad essere naturalmente visitata per la sua bellezza, l’attrattiva più grande dell’abbazia è sicuramente la sua enorme finestra spalancata verso il cielo. Varie sono le ipotesi sulla mancanza del tetto: la prima vuole che nel 1500 viene venduto il piombo in esso contenuto per ripagare i debiti dei monaci; un’altra ipotesi invece vuole che il tetto crolli per un progressivo indebolimento della struttura.

abbazia san galgano

Il rito è breve ma molto emozionante e suggestivo. Ormai è buio e inizia a fare freschino, la minima stasera arriva a 15°C! Ripercorriamo il vialetto di cipressi e torniamo in agriturismo, la festa continua fino a notte fonda!

La spada nella roccia

La mattina successiva ci alziamo con alle spalle poche ore di sonno ma pronti per goderci una bella domenica di sole. Sulla terrazza dell’agriturismo ci attende una golosa colazione. Qui, oltre ai soliti cornetti e fette biscottate, troviamo delle magnifiche crostate fatte in casa, una torta di mele, una parte dedicata al salato e alla frutta, con dei fichi appena colti. La gatta Pina gironzola tra i tavoli in cerca di coccole e noi gliele concediamo con piacere. Finita la colazione, lasciamo la stanza, saldiamo il conto e acquistiamo una bottiglia d’olio di produzione propria. Eccoci di nuovo in macchina, direzione: spada nella roccia!

spada nella roccia

La storia racconta che Galgano Guidotti nasce da famiglia aristocratica intorno al 1150, crescendo come un giovane violento, avvezzo ai divertimenti e al piacere, finché non riceve due apparizioni di San Michele Arcangelo. Da questo momento inizia il suo processo di conversione. Così si ritira a vita eremitica nel 1170 e, come simbolo di pace e redenzione, infigge la sua spada dentro la roccia, sull’eremo di Monte Siepi, dove si trova ancora oggi.

eremo

La nostra gita non finisce qui ma prosegue verso Siena, non perdetevi il prossimo racconto!

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Testo e foto: Giulia Di Giovanni

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