Quando un’italiana si trasferisce a Chicago, alla fine dei suoi racconti esclama sempre “the US baby!”. Cronache delle bizzarrie americane.

Trasferimenti

Lorenza. Mamma calabrese, papà siciliano, nata a Roma, trasferita a Milano a 16 anni, sposata a 27 con un milanese di quelli simpatici (grazie al sangue siculo). Ci conosciamo in prima elementare e, finché non lascia la nostra amata Capitale, frequentiamo le stesse scuole. Poco più di un anno fa mi comunica il suo imminente trasferimento a Chicago per un post dottorato di ricerca. Io, in tutta risposta, le dico del mio arrivo a Milano. “Stai scherzando? – quasi mi insulta – sono 12 anni che vivo qui e ora che me ne vado arrivi tu!”.

Chicago

Ormai è un anno che Lorenza ha attraversato l’Oceano e di tanto in tanto mi racconta le stranezze americane. L’ultima dovuta alla mia domanda se per caso si sia comprata un gatto per avere compagnia quando il marito è fuori per lavoro. Così vengo a sapere che a Chicago bisogna pagare una quota mensile al condominio per tenere animali in casa. Per non parlare del costo degli asili per cani e gatti. Di fronte al mio sconcerto la mia amica risponde con fare sarcastico “the US baby!”.

Per fortuna abbiamo una buona assicurazione” – mi dice un giorno – “altrimenti oggi avremmo dovuto pagare un pacco di ghiaccio 45 dollari! Visto che c’ero mi sono informata su altri costi tipo una visita ginecologica 350$ senza assicurazione, con: 10$; gli anticoncezionali? Senza assicurazione: 50-170$”.

Cibo e alcool

Che gli Stati Uniti non siano famosi per cibo salutare lo sappiamo tutti. “Loro adorano la pepperoni pizzami scrive un giorno Lorenza – che ovviamente non è condita con i peperoni ma col salame. Molti americani neanche sanno perché la chiamano così ma ho letto che è dovuto al fatto che nel salame c’è il granello di pepe, da qui pepper e pepperoni!”. Io, dopo questa, la pizza all’ananas, la lasagna con i marshmallow e gli spaghetti in scatola sono sempre più sicura di non trasferirmi mai in terra US!

Vanno moltissimo gli orsetti gommosi al gusto cocktail.Mi racconta un altro giorno – Rigorosamente analcolici perché, qui in America, le armi sono a portata di mano per tutti ma guai a chi beve alcolici”.

Sempre per la serie “guai se bevi”: sciroppo per la tosse, contiene il 10% di alcol e quindi per comprarlo devi esibire la carta d’identità per dimostrare di essere maggiorenne. Costa meno degli alcolici, che sono pesantemente tassati soprattutto in città, quindi c’è gente che si ubriaca con gli sciroppi.

Tutti questi disagi e bizzarrie però si possono superare” – mi dice Lorenza – “grazie all’uscita delle nuove m&m’s

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Testo: Giulia Di Giovanni. Foto: Lorenza Culotta

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