Colobraro, paese in provincia di Matera, sembra si sia aggiudicato da quasi 80 anni la nomea di borgo più sfortunato d’Italia

Il paese sfortunato

Un vero e proprio Guinness dei Primati quello che riguarda Colobraro, un piccolo paese della Basilicata. Sembra infatti che il bel borgo porti sfortuna, tanto da essere chiamato “Quel paese là” perché solo pronunciarne il nome porterebbe male.

I superstiziosi, che ancora inchiodano quando vedono un gatto nero attraversare la strada o che si chiudono in casa di venerdì 17, di certo non riuscirebbero nell’intento di visitare Colobraro. Eppure farebbero male. L’antico borgo infatti ha creato dalle maldicenze il proprio punto di forza. Tra gli eventi degli ultimi anni quello di maggiore successo è stato “Sogno di una notte a Quel Paese”. La rappresentazione teatrale itinerante conduce il visitatore, al quale viene consegnato un simbolico amuleto, alla scoperta del piccolo borgo.

Tra storia e leggenda

Dal latino “Colobrarium”, territorio pieno di serpenti, il paese sorge attorno al cenobio dei monaci basiliani di Santa Maria di Cironofrio. Il castello, di cui oggi rimangono pochissimi ruderi, risale al XIII secolo ed è stato dimora di molti feudatari negli anni.

Ma la storia di Colobraro è nota soprattutto per la leggenda della sua sfortuna. Tutto risalirebbe alla Seconda Guerra Mondiale e all’affermazione di un uomo delle istituzioni del tempo che esclamò: “Se non dico la verità, possa cadere questo lampadario”. A quanto viene tramandato, il lampadario sarebbe caduto veramente!

Le bellezze di Colobraro

Dall’altura su cui sorge l’antico borgo si può ammirare un bellissimo panorama con la vista sul fiume Sinni fino al Mar Ionio. Da menzionare poi la cucina tipica del luogo, che propone pasta fresca fatta in casa, carne, legumi e formaggi artigianali.

Da non perdere la chiesetta di San Nicola risalente al XII secolo, caratterizzata da finestroni ogivali tipici dell’epoca aragonese e da un interno a tre navate con altari marmorei e lignei.

Il territorio che circonda Colobraro, con i suoi boschi e le sue mulattiere, rende ancora più piacevole la gita nel paesino tutt’altro che sfortunato.

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Testo e foto: Giulia Di Giovanni

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