Sembra facile ma preparare una buona gricia non è semplice. Il nostro vicino veneto, qui a Milano, si cimenta con ottimi risultati nella cucina romana.

Cucina romana

Non è una barzelletta. C’erano un italiano, un tedesco e un americano. No. Succede davvero, qui, nel nostro condominio a Milano. Nessun tedesco e nessun americano ma un veneto, un piemontese, due milanesi, una calabrese, una romana e una svizzera. Quei vicini conosciuti durante la quarantena e con cui continuiamo a conservare le buone abitudini di quel periodo. Quindi eccoci qua, con le solite precauzioni e distanze, a preparare due noti piatti della cucina romana: gricia e amatriciana.

amatriciana romana

I cuochi

Ai fornelli c’è il nostro cuoco di Venezia che si destreggia con maestria tra una padella e l’altra, come se questo fosse da sempre il suo mestiere. No, non è davvero uno chef, o almeno non lo fa per vivere ma, gli andasse male nella vita, avrebbe una chance nel mondo della cucina. Senza dubbi. Accanto a lui, nelle vesti di aiuto cuoco, c’è Andrea, che non si toglie mai i sapienti panni da chef, né al lavoro, né tra amici. Poi ci siamo noi altri che chiacchieriamo amabilmente sul ballatoio in attesa che i ragazzi finiscano di preparare.

cucina romana

Gricia

Ogni tanto mi intrufolo in cucina per fare qualche foto e verificare l’andamento delle varie cotture. Soprattutto della pasta, sulla busta dice 14 minuti ma per me dopo 10 è già cotta. Le listarelle di guanciale che ho portato da Roma sono lì in padella che sfrigolano, il profumo è tutto un programma. In un recipiente vicino c’è una montagna di pecorino romano misto a pepe. Sono in estasi.

Ecco che finalmente arriva il primo dei due piatti: sua maestà la gricia. Il profumo è inebriante, il sapore è ancora meglio. Pochi semplici ingredienti: pasta, guanciale, pecorino e pepe. La cremina che si è creata è superlativa e non si può non fare la scarpetta. Non importa se Csaba, in Cortesie per gli ospiti, sostenga che non sia educato pucciare il pane nella fondina. A noi proprio non interessa, lasciamo i piatti splendenti, come fossero puliti.

Amatriciana

Dopo una pausa di pochi minuti è l’ora dell’amatriciana. Anche qui, gli ingredienti sono pochi e semplici: pomodoro, guanciale (non pancetta, vi prego!), pecorino e peperoncino. Ci sono varie scuole di pensiero su quest’ultimo ingrediente ma a noi tutti fa impazzire e quindi ce lo mettiamo. Ottima anche questa portata ma la gricia resta per me insuperabile.

E il vostro piatto preferito della cucina romana qual è?

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Testo e foto: Giulia Di Giovanni

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