È a tutti gli effetti un’isola ma è grande e piena di luoghi da vedere. Come visitare la Corsica da Nord a Sud in 8 giorni?

Programmi

È maggio, ora di decidere dove trascorrere le vacanze. Abbiamo solo un must anche per quest’estate: viaggio in moto. Prima pensiamo di andare verso la Grecia, attraversando Croazia, Bosnia, Montenegro e Albania. Poi riflettiamo sul fatto che forse possano essere troppi chilometri e la vacanza si passerebbe in sella. Si potrebbe allora prendere un traghetto da Ancona o dalla Puglia. Certo da Milano diventa un po’ lunghetta anche questa soluzione. Accantoniamo la Grecia. Sarà per l’anno prossimo? Chissà. Intanto consultiamo la cartina di Google Maps e gli occhi ci cadono sulla Corsica. Perché no, ci diciamo. Acqua limpida, verde, natura incontaminata e curve a non finire. Perfetto, fa al caso nostro.

Prenotazione

In poco tempo abbiamo già prenotato il traghetto. Scegliamo Moby come compagnia. Partenza la mattina del 7 agosto da Genova e arrivo a Bastia dopo sei ore. Ritorno previsto per il 14 con partenza alle due e arrivo a Livorno alle 18.00. E poi giù verso Lazio e Abruzzo a far visita ad amici e parenti. Dopo aver consultato i siti di qualche campeggio finalmente ne troviamo uno molto bello a Marina di Sisco, a 15 km a Nord di Bastia. Vacanza prenotata. Tra viaggio e alloggio spendiamo un totale di 309 euro: 120 di traghetto per due persone con moto A/R e 189 di camping per 7 notti. Soddisfatti? Moltissimo. Ora i soldi risparmiati si possono usare in grandi mangiate, benzina per la nostra f800r e souvenir.

Partenza

Finalmente, dopo un conteggio alla rovescia di quasi tre mesi, arriva quell’attesissimo 7 agosto, giorno della partenza. Sveglia alle 4, la moto è già pronta in garage dalla sera prima, carica dal serbatoio fino al portapacchi. Indossiamo le nostre giacche, para-schiena, guanti, copri collo e caschi. Alle 5 siamo in sella e poco prima delle 7 arriviamo a Genova. Il viaggio passa velocemente, nonostante le sei ore di traghetto. Alle due siamo a Bastia, recuperiamo la nostra bella moto stracarica e ci dirigiamo verso il Camping A Casaiola. A primo impatto sembra un residence più che un campeggio. Tutto curatissimo, pulito e ben organizzato. La piscina è nuova e grande, con orari specifici per i bambini. La nostra piazzola è davvero spaziosa, abbiamo il posto per la tenda, l’altra tendina confinante dove mettiamo pentolame e valigie e un altro pezzo di terreno riservato alla moto. A pochi metri da noi c’è un tavolo da pic-nic di legno e un barbeque in mattoni. I bagni sono vicini e sempre puliti. Relax assicurato, penso. Il mio compagno di avventura però trova presto un piccolo inconveniente: la presenza di un gran numero di api che sono attirate dal cibo che cuciniamo. E così, mentre io serena e tranquilla mangio la mia carne alla brace, lui si dimena in danze hawaiane da fare invidia a Lilo & Stitch.

Corsica

A parte il piccolo inconveniente delle api, che ovviamente ovunque sono attirate da fiori, acqua e cibo, il camping è una favola. I proprietari sono gentili e ospitali, gli altri campeggiatori sono alla mano e simpatici. Partiamo quindi alla volta del nostro tour corso. Cominciamo dalla spiaggia di Pietracorbara, Tamarone, Pinu e San Fiorenzo. A metà vacanza decidiamo di andare verso Sud a Porto Vecchio. Qui, oltre a visitare il residence A Quercetta dove andavo da bambina con i miei genitori, troviamo il mare più bello tra Palombaggia e Santa Giulia. Tre ore di moto, piccolo spuntino da Nymphea e saluto a vecchi amici e poi dritti in spiaggia. Un’acqua che sembra una piscina, chiara, limpida e pulita. La giornata passa in fretta ma prima di ripartire ceniamo in città con un maxi gelato XXL, balliamo sulle note della musica corsa in una piazzetta vicino al mare, visitiamo il borgo antico e ripartiamo verso Marina di Sisco.

Storia

Dopo 4 giorni di mare intenso decidiamo di concederci una giornata nell’entroterra. Ci dirigiamo così verso Corte, paese nel cuore della Corsica, avvolto dal Parc Naturel Regional de Corse. Durante il tragitto troviamo varie scritte sulla roccia, sui muri e nelle gallerie, come: “Statu francese assassinu”, “Libertà”, “Tourists go home”. In quest’isola tutti parlano il francese, pochi l’inglese e molti il corso, lingua molto simile all’italiano. Già i romani infatti dominano questo territorio dal 259 a.C. alla fine dell’Impero d’Occidente, quando sull’isola iniziano ad arrivare vandali, longobardi, saraceni e bizantini. Alla fine dell’XI secolo la Corsica passa sotto il dominio di Pisa, fino a quando Genova se ne impadronisce nel 1284. Quasi 500 anni più tardi, nel 1755 scoppia l’ennesima rivolta del popolo corso, guidata da Pasquale Paoli. La Repubblica di Genova chiede allora aiuto ai francesi cedendo poi l’isola al Re Luigi XV con il trattato di Versailles del 15 maggio 1768. Appena un anno dopo il Re di Francia riesce a sbaragliare la resistenza corsa effettuando una dura repressione e imponendo la lingua francese su tutto il territorio. È questo il motivo per cui alcuni abitanti del luogo ancora oggi ce l’hanno con lo Stato Francese. Ed è sempre questa la ragione per cui su tutti i cartelli stradali, scritti in doppia lingua, le parole in francese sono cancellate con bombolette spray.

Racconti

1400 chilometri. 900 caratteri. Ce ne vorrebbero molti di più per raccontare la bellezza di tutto il nostro viaggio. Sette foto selezionate sulle 300 scattate. Una miseria, ma spero di aver divertito, incuriosito e interessato qualcuno tanto da voler visitare questa splendida terra.

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Testo e foto: Giulia Di Giovanni

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