Quando la tua professione è un’altra ma vorresti tanto fare la blogger a tempo pieno e leggi “I caffè della libertà” di Silvia Ceriegi, ecco che qualcosa inizia a cambiare.

Ispirazione

Solita giornata lavorativa. Casa-bicicletta-ufficio-scrivania. Timbro alle 8.30 e resto seduta circa fino alle 13. Nella pausa pranzo passeggio più che posso per far tornare in circolo il sangue nelle gambe e poi di nuovo dalle 14 alle 17.30 seduta. Timbrata l’uscita, recupero la mia bicicletta sgangherata, ma insostituibile, e torno verso casa. Il cellulare in tasca vibra durante il tragitto. A un semaforo rosso mi fermo e guardo il telefono: notifica di Facebook. Ma non le avevo disattivate tutte? Chissà. Sblocco lo schermo e apro l’applicazione. Una ragazza ha postato qualcosa in uno dei tanti gruppi di bloggers di cui faccio parte. “Stamattina ero in metropolitana – scrive – e ho notato una signora che aveva tra le mani un libro rosa con una caffettiera gigante in copertina. Ho letto qualche riga e ho capito che si trattava di una guida per blog, qualcuno ha idea di come si chiami questo piccolo manuale?”. Tra le risposte, e le varie ipotesi, leggo la più esauriente: “I caffè della libertà, di Silvia Ceriegi”.

Silvia Ceriegi

D’un tratto mi ritrovo a cercare notizie su Google riguardo il percorso di Silvia, come fosse Salvatore Aranzulla al femminile. Caro Salvo, ci conosciamo e ti ammiro ma ho trovato una nuova fonte d’ispirazione. Una donna che a quarant’anni molla tutto, lavoro a tempo indeterminato addio, apre una partita IVA e si dedica solo alla sua passione: l’ascolto di storie, esperienze vissute e la loro stesura. Il tutto con due figli a carico. Fenomenale. Sono ancora ferma a quel semaforo in piazza Ventiquattro Maggio, a Milano. D’un tratto cambio direzione e mi dirigo alla Mondadori più vicina. Alla ragazza in cassa chiedo due titoli: “Pillole di blogging” e “I caffè della libertà”. Li cerca sul pc ma l’esito è negativo: sono libri autoprodotti, mi spiega, li posso quindi trovare solo online. Esco dalla libreria e apro l’app di Amazon. Due minuti e i libri sono ordinati. Il primo ad arrivare, due giorni dopo, è il famoso rosa con la caffettiera gigante.

I caffè della libertà

Il libro è suddiviso in sette capitoli. Ognuno ha il nome di un giorno della settimana, dal lunedì alla domenica. Dovrei leggerne uno al giorno? Non riesco, la curiosità è troppa. È martedì, a pausa pranzo mangio al volo e poi vado al parco a immergermi nel testo di Silvia. “I caffè della libertà – spiega l’autrice – è un libro per tutti, in particolare per chi è in cerca di un cambiamento e di trasformazione; per chi cerca storie positive per poter a sua volta fare scelte coraggiose e prendere il largo”. Silvia Ceriegi, tra un caffè e l’altro, bevuto in uno dei suoi bar preferiti, progetta la sua nuova attività imprenditoriale, studia e cerca di proporre qualcosa che sia davvero nuovo e originale. Piano piano inizia a farsi notare sul web e il suo progetto spicca il volo. Oggi è qui a raccontare a noi blogger, a gente comune e ai neofiti del blogging come approcciarsi a questa professione. Che sì, è una professione a tutti gli effetti, in cui non è vero che tutti possono riuscire. Ma chi ha passione, dedizione, volontà e spirito di sacrificio può senza dubbio raggiungere vette inaspettate.

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Testo: Giulia Di Giovanni. Foto: Giulia Di Giovanni e Paolo Fattori

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Con questo articolo partecipo al concorso #unblogalmese del mese di ottobre 2019 indetto dal blog Trippando

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