La Madonna del Ghisallo, diventata la patrona dei ciclisti, si trova a Magreglio, in provincia di Como. Il suo santuario e la vista mozzafiato sono incomparabili.

Gita domenicale

È domenica, ultimo giorno di zona gialla in Lombardia. Come molti, pensiamo di fare una bella gita per approfittare di questa stupenda e primaverile giornata di sole. Ci alziamo con calma, verso le 9, per recuperare un minimo le energie disperse in settimana. È il 28 febbraio ma le temperature sono molto alte. Mi viene in mente quel detto paesano che mi ripeteva ogni inverno mia nonna “Se febbraio non febbrarea, marzo e aprile lo reparea”. Tradotto: “Se a febbraio non c’è freddo né brutto tempo, ci sarà a marzo e aprile”. Speriamo di no.

Verso la Madonna del Ghisallo

Eccoci, tra un ricordo e l’altro mi sono preparata, bardata dalla testa ai piedi per montare in sella in tutta sicurezza. Partiamo alle 10.30 e attraversiamo la città, passiamo per zona Ticinese, con le sue case tipiche della vecchia Milano, attraversiamo Wagner e Buonarroti per arrivare agli immensi grattacieli di City Life. Superiamo Portello e Garegnano per poi inserirci sulla A4 Torino-Trieste. Dopo pochi chilometri imbocchiamo la SS36 e la percorriamo fino allo svincolo Annone Brianza. Da qui la vista è qualcosa di bellissimo, costeggiamo infatti il lago di Pusiano prima e quello di Segrino poi. Oltrepassiamo l’incantevole cittadina di Canzo, quella di Asso e raggiungiamo Magreglio per poi fermarci al Santuario della Madonna del Ghisallo. È mezzogiorno e abbiamo percorso circa 75 km.

chiesa madonna del ghisallo

chiesa del ghisallo

Siamo in provincia di Como, a 754 metri s.l.m. Un’altezza questa raggiunta più volte dal Giro d’Italia. Non a caso qui si trova il Santuario della Madonna del Ghisallo, proclamata nel 1949 da Papa Pio XII patrona universale dei ciclisti.

belvedere ghisallo

«…Poi Dio creò la bicicletta perché l’uomo ne facesse strumento di fatica e di esaltazione nell’arduo itinerario della vita. Su questo colle essa è diventata monumento all’epopea sportiva della nostra gente che sempre è stata aspra nella virtù, dolce nel sacrificio».

patrona ciclisti

Bellagio e Como

Adesso rimontiamo in moto e ci dirigiamo verso Bellagio, altra chicca del cosiddetto Triangolo Lariano. Tra le varie curve ce n’è una in cui dobbiamo assolutamente fermarci. Scendiamo nell’area di sosta e abbiamo di fronte a noi un panorama mozzafiato che ritrae distintamente l’inizio della biforcazione dei due rami del Lago di Como.

bellagio view

Appena 12 km e arriviamo a destinazione. Su Bellagio ho già scritto la scorsa estate in questo articolo. Facciamo una breve passeggiata, un aperitivo sulle rive del lago e ripartiamo alla volta di Como. Divoriamo altri 32 km prima di saziarci con due panini e due birre fresche sotto il sole quasi cocente di questo bizzarro inverno. In centro c’è troppa gente, quindi facciamo un piccolo giro lontani dagli assembramenti e rimontiamo in sella per raggiungere Milano nel tardo pomeriggio.

Benvenuta zona arancione, la prossima gita dovrà attendere, speriamo non troppo!

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Testo e foto: Giulia Di Giovanni

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