«Quando sento che mi prende la depressione, torno a Firenze a guardare la cupola del Brunelleschi: se il genio dell’uomo è arrivato a tanto, allora anche io posso e devo provare a creare, agire, vivere». [Franco Zeffirelli]

Sarà anche la città del turista ma, spesso, la prima volta che si mette piede a Firenze ci si innamora. Ci si vorrebbe trasferire lì all’istante. Per comprendere però più approfonditamente le dinamiche cittadine ho deciso di intervistare Simona, ragazza sarda di adozione fiorentina.

«Simona, com’è la qualità della vita a Firenze?»

«Firenze è vista come una città con qualità della vita alta. Principalmente perché molto frequentata da stranieri e turisti. La migliore qualità della città, che poi è anche il suo limite, è proprio l’essere così aperta e disposta ad accontentare in tutto chi la visita, creando magari dei disagi per i residenti e relegando le attività di comunione sociale fuori dal centro storico. Si mangia bene, ci sono spazi verdi ma il traffico è il problema più grande, specie perché da qualche anno la città è sempre un cantiere per la costruzione della tramvia e il rimodernamento di alcune strutture, come quella della stazione, completamente rinnovata negli ultimi anni con negozi, locali e librerie».

«Per quanto riguarda i mezzi pubblici?»

«I biglietti per gli autobus costano 1,20€ e sono validi 90’. I mezzi sono abbastanza puntuali e frequenti, ad eccezione di qualche corsa che attraversa la città da una parte all’altra. Però nelle ore di punta sono molto affollati e capita a volte privi di aria condizionata o riscaldamento. Ma normalmente offrono un buon servizio, anche se il costo è aumentato negli ultimi anni dopo la privatizzazione della società di trasporti. Oltre gli autobus, gli altri mezzi utilizzati sono i treni che collegano le stazioni principali della città e permettono di attraversarla allo stesso costo e con lo stesso biglietto in un tempo decisamente minore (anche se a mio avviso poco sfruttati). E poi la tramvia. Per ora una sola linea, che collega la stazione Santa Maria Novella con Scandicci, uno dei comuni dell’hinterland fiorentino e che ora vedrà la nascita di altre due linee dirette verso l’esterno della città. Con l’attivazione di queste linee si dovrebbero tagliare degli autobus riducendo così il traffico come accaduto con la linea 1».

fiume Arno, Firenze

«Lo sport invece com’è vissuto?»

«La città ruota attorno alle vicende della Fiorentina che concentra l’interesse di quasi tutti i fiorentini e non solo. Ma la storia dà spazio anche ad altre attività, su tutte il calcio storico, evento molto atteso, anche se non al pari del Palio di Siena e il canottaggio, con la presenza del circolo dei canottieri. Molto diffusa è anche la pallavolo, femminile e il misto amatoriale, che nasce come attività di studenti e lavoratori insieme. E il running al Parco delle Cascine».

«È vero che Firenze è la città del turista?»

«Sì. La giornata di Firenze ruota intorno ai turisti. Dalle prime ore dell’alba la città è attiva, fino al tramonto, ovvero quando il turista, normalmente fuori per l’intera giornata, dopo una passeggiata sui Lungarni rientra a casa. La serata è più vuota e questo si percepisce in estate, perché in inverno difficilmente s’incontra qualcuno per le vie del centro. La serata del fiorentino ruota normalmente intorno all’aperitivo e alle discoteche. Molto frequentati anche i ristoranti tipici e le birrerie artigianali. Gli spazi all’aperto affollati non sono tanti, due piazze, Santa Croce e Santo Spirito e in estate il parco della Fortezza. I cinema storici hanno tutti subito la crisi e la creazione di un multisala nella zona universitaria di Novoli ha fagocitato fuori dal centro molti spettatori. Resistono però alcune sale, mentre i teatri storici hanno ancora successo».

«Per quanto riguarda invece la vita universitaria?»

«Da ormai una decina di anni Firenze sta diventando una città universitaria. Oltre alle sedi storiche centrali dell’Accademia e delle Università di lettere e lingue è stata creata una struttura accademica totalmente nuova nel quartiere exFiat di Novoli. Sono riunite qui le facoltà di Giurisprudenza, Economia, Scienze Politiche. Intorno al polo è nato un vero e proprio quartiere con negozi, attrazioni e parchi. A livello di scuola secondaria l’offerta è parecchio ampia, dai licei agli istituti professionali».

«Com’è vissuta la politica a Firenze?»

«Firenze è la città del Pd, non solo come percezione esterna ma anche come struttura organizzativa reale. Sono molte le sedi dei giovani del Pd ma anche i circolini resistono come in realtà più piccole. Al contempo molte scelte del Comune non sono condivise, come le regolamentazioni sul centro storico, che riguardano il divertimento notturno ma anche l’apertura di punti vendita di multinazionali (apple store e mcdonald’s su tutti)».

«Sul fronte lavoro come si posiziona la città?»

«Le opportunità lavorative a Firenze sono rivolte ai giovani che magari cercano un part-time mentre studiano. Commessa, Promoter, Dialogatore, assicurazioni sono le offerte principali. Ma anche lavori manuali a lungo termine della tradizione fiorentina della pelletteria, anche perché molti giovani italiani si sono allontanati dalle tradizioni familiari dedicandosi ad altro. Il settore della comunicazione ha invece meno richiesta che in altre città italiane e nonostante la tradizione Accademica si potrebbe dire lo stesso di quello artistico».

«Definiresti Firenze una città sicura?»

«La città la definirei abbastanza sicura, ma in declino. Abitando lì da tanti anni ho visto l’aumentare del degrado e dei pericoli, anche in zone frequentate. Ci sono stati eclatanti casi di cronaca nera ma anche la percezione della microcriminalità è peggiorata. Sebbene tornare a casa la sera non sia poi così pericoloso».

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Testo: Giulia Di Giovanni

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